martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO


la Proarci tutta aderisce all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl Alfano che imbavaglia la Rete in Italia

mercoledì 1 luglio 2009

La Trahison des images



Ho pubblicato su GNOME-LOOK.ORG le mie famose icone del cestino ispirate a René Magritte.

Queste icone sono solo una piccola modifica, con una surreale aggiunta, alle icone originali di GNOME, che ho fatto per l'esame di Disegno2 del professor Alberto Cecchi (Scienze della Formazione, STPA, Terni).

pour voùs, voilà: Magritte_Trash_Icons.

Istruzioni: scaricare il set, trascinare il file .tar.gz sopra al gestore dell'aspetto (oppure: scompattare l'archivio e copiare la cartella in ~/.icons, nella propria /home), ingrandire il cestino e piazzarlo nel mezzo del desktop ...proprio come se fosse una pipa!


'Le gentili Signore, e i Signori, sono pregati di non avvicinarsi troppo al quadro.
Per ingrandire: click destro e Visualizza immagine. Grazie.'

domenica 28 giugno 2009

How Arora do merge 'Stop' and 'Reload' buttons

Aggiornamento: esiste (era ovvio!) un'estensione per Firefox, Smart Stop/Reload.

Arora è un "browser web leggero basato su Webkit" e sviluppato con le librerie libere Qt (da pronunciare come 'cute' in inglese, che significa <carino>). Include funzioni come Cronologia e Segnalibri, blablabla, potete scaricare l'ultima versione 0.7.1 per "Linux, OS X, Windows, FreeBSD, and embedded Linux using Qt Embedded and anywhere Qt does. For more information.." ..consultare il sito.

L'avevo installato (versione 0.2, oramai più di un anno fa) per provare Webkit e confrontare la versione Linux con quella Windows, e poi per avere un browser in più con cui confrontare anche la resa dei siti. Da Intrepid è entrato negli archivi universe:

~$ sudo aptitude install arora

La cosa che più mi ha colpito di Arora, sin dalle sue prime versioni, è proprio ciò a cui il titolo allude. Nel tentativo di creare un software il più possibile sobrio e razionale, gli sviluppatori hanno pensato ad una cosa, una piccola cosa in realtà, che però andrebbe adottata da tutti: l'unificazione dei pulsanti Stop e Reload.

Il pulsante è Stop mentre il browser carica la pagina..¹


..e poi Reload quando il caricamento è completo.²


Semplice, razionale, 'giusto': non si perde nessuna funzione e si risparmia un po' di spazio. Poco forse, ma quando sai che una cosa è facilmente migliorabile, anche quel poco ti diventa insopportabile. Mi auguro che Epiphany e Firefox seguano l'esempio al più presto.

¹ effetto ombra con GIMP: Filtri > Luce e ombra > Proietta ombra e poi Immagine > Fonde i livelli visibili.
² sfumare i bordi: Strumento selezione sulla parte di immagine che deve restare definita, CTRL+I per invertire la selezione, Seleziona > Sfumata.. e poi Modifica > Cancella.

lunedì 22 giugno 2009

"Dividere un file flac con il relativo cue" [Promemoria]

Innanzitutto la referenza. Ho copiato questi tre passi da questa guida sul blog undicizeri. Quindi ringrazio Federico Foschini.

'copy - paste' da Yannis


"...ecco allora come dividere l'unico grande file .flac in tanti file quante sono le canzoni che contiene e taggarle in automatico con il file .cue:
Prima di tutto installiamo cuetools, shntool e flac:

sudo apt-get install cuetools shntool flac

Fatto questo siamo pronti a dividere il file con il seguente comando:

cuebreakpoints foo.cue | shnsplit -o flac bar.flac

Dove foo.cue e' il file .cue relativo a bar.flac.
Infine per taggare i file appena divisi con i tag contenuti in foo.cue basta eseguire il seguente comando:

cuetag foo.cue split-track*.flac

."
Resta, volendo, da aggiungere altri tag o modificarli. Ex Falso purtroppo non supporta flac, ma il tagger di MusicBrainz si. Si chiama Picard, ed è orribile. Ma tant'è:

sudo apt-get install picard


Ex Falso, una volta installato flac, supporta anche questo formato, quindi:

sudo apt-get install exfalso

..quanto adoro le librerie condivise!

venerdì 19 giugno 2009

Probabilmente l'auto più bella mai costriuta.










Bugatti Type 57 SC Atlantic, 1936.

venerdì 12 giugno 2009

Come aggiornare a GRUB 2 in Jaunty


'grufolare', cioè 'razzolare grugnendo in cerca di cibo', in inglese si traduce con 'to root' o con 'to grub'. Cliccare l'immagine per tutti gli altri verb(/s)i.


All'Ubuntu Developer Summit per Karmic, tenutosi dal 25 al 29 Maggio a Barcellona, Colin Watson ha annunciato che il boot loader predefinito della prossima versione di Ubuntu sarà GRUB 2. E tuttavia non ci sarà un aggiornamento negli avanzamenti di versione, sarebbe 'intrinsecamente' rischioso: o si installa Karmic da tabula rasa, o si fa da soli, anche subito, con Jaunty. Appunto.

Non ho fatto altro che mettere in pratica e tradurre la guida dedicata che si trova nel wiki di Ubuntu: KernelTeam/Grub2Testing.
Nella pagina del progetto (GNU) GRUB 2 si possono trovare invece tutte le informazioni al riguardo: documentazione, migliorie rispetto al predecessore GRUB, storia, FAQ, etcetera...

Innanzitutto: bisogna controllare che GRUB2 funzioni col bios del pc. Il test più sicuro e quello di scaricare questa-versione-di-Ubuntu-Jaunty-su-grub2, estrarre dall'archivio il file .img, installarlo su una chiavetta USB e vedere se il boot va a buon fine.
Attenzione: la penna USB dev'essere di almeno 4GB e formattata in ext3. Per scrivere l'immagine sul supporto si può usare ImageWriter (sudo apt-get install usb-imagewriter), ed è la scelta raccomandata. Oppure, se il file .img è nella vostra home e se siete sicuri che sdb1 sia proprio quella penna USB, con:

sudo dd if=bootable-grub2-2.5GB.img of=/dev/sdb1

Se Ubuntu si avvia, GRUB2 funzionerà: altrimenti fermatevi qui, ma solo perché andare avanti sarebbe inutile. In realtà, infatti, il team di sviluppo ha previsto un'ulteriore test per GRUB2, che è anche una ottima misura di sicurezza. Spiego: il comando per installare grub2 (se il test è ok, datelo pure)

sudo apt-get install grub2

rimuove si il pacchetto grub, ma NON cancella il vecchio grub dal MBR. Un attimo. Finita l'installazione di grub2, appariranno nel terminale dei prompt: al primo selezionare OK, poi Yes per "Chainload from menu.lst", e infine, a "Linux command line:", dare semplicemente Invio. Con la seconda opzione ('chain'='catena'!) si fa in modo che GRUB2 vada ad aggiungersi come voce al vecchio grub, che è ancora nel MBR. Quindi, riavviando, al boot si avrà ancora GRUB, con in cima la voce 'Chainload into GRUB 2' seguita da una nota, e sotto tutte le vecchie voci, avviabili e funzionanti.
Non resta che provare se 'Chainload into GRUB 2' fa il boot e se trova tutte le vecchie voci del vecchio grub: altrimenti basterà avviare Ubuntu come sempre, reinstallare grub e rimuovere così grub2; tutto tornerà esattamente come prima, poiché i vari file /boot/grub/menu.lst* sono stati conservati.

Se invece GRUB2 è riuscito ad avviare Ubuntu e riporta tutte le vecchie voci correttamente (in realtà io ne ho una in più, una variante di memtest86+ che non ho provato e non so a cosa serva..), si può finalmente installarlo nel MBR al posto del vecchio, così:


sudo upgrade-from-grub-legacy


Chi scrive non ha rimosso i vari file menu.lst, ma è stato tentato: al diavolo l'ordine, i pochissimi bit da liberare, e pure il comando che mostra quanto ancora il terminale sia potente elegante veloce. Mi piace lasciare tracce.

Ultima cosa: se siete registrati sul sito internazionale di Ubuntu o su Launchpad, potete loggarvi e modificare la pagina della guida di cui sopra aggiungendo la scheda madre o il portatile e i vari dati 'nel corretto ordine alfabetico'.

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venerdì 5 giugno 2009

KDE 4.2.4 e oltre (e altro)



Aggiornamento: in Kubuntu Backports c'è da oggi KDE 4.3 Beta 2 (2009-06-10)


Queste le righe da aggiungere ad /etc/apt/sources.list:

## Package Archives for Kubuntu (Updates, Backports and Experimental)
deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/ppa/ubuntu jaunty main
deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/backports/ubuntu jaunty main
# deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/experimental/ubuntu jaunty main


L'archivio Experimental è disabilitato, ed è posto solo per completezza e per referenza: l'ho provato e crea troppi conflitti, poi ognuno...Ora contiene i pacchetti beta di quello che sarà KDE 4.3.



L'archivio Kubuntu Backports, invece, contiene le versioni stabili di Amarok 2.1 e KOffice 2, due software riscritti per KDE 4 e finalmente finiti.
L'archivio principale, cioè la prima righa dei sorgenti apt postati all'inizio, contiene l'ultima versione stabile di KDE 4: “Package Archives for Kubuntu” team.

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